lunedì 2 novembre 2009

TESTAMENTI


E' NOTIZIA DI POCO FA, la morte di una ragazza durante il festival di Palermo. Un malore, la corsa in ospedale, ma alla fine la sua vita è terminata in quella sedia durante la milonga.
Ho provato a guardare se aveva una pagina su facebook, e l'ho trovata. L'impressione è tale che non ho potuto non emozionarmi: una serie di post e di eventi terminano il 29 ottobre, dopo di che una serie di messaggi di addio riempiono la sua pagina. Rifletto. Anche sul fatto che potrebbe capitare a me, come a chiunque altro. Anzi, prima o poi capiterà, a tutti.
Quello che mi da fastidio è che di me, rimarrà un ricordo anche grazie a tutte le fesserie che ho scritto. Il mio blog, la mia pagina di facebook, il mio sito, resteranno e nessuno potrà toglierle o cancellarle, salvo una chiusura degli account. Per questo ora ho deciso di scrivere qualcosa di importante, che almeno rimanga quando non potrò più parlare se non tramite i medium e Giucas Casella.
Primo: non voglio un funerale o almeno non il classico per intenderci. Niente donne nude o uomini stripper, non sarebbe il caso. Ma vorrei un complessino che possa suonare classici di Orietta Berti e non imbarazzarsi di fronte ad un "Back in black" degli AcDc. Niente fiori, non sono mai stato capace di tenerli da vivo, figuriamoci da morto.
Secondo: niente chiesa. Ho letto abbastanza per capire che Gesù non ha mai chiesto nulla di tutto questo. Funerale all'aperto se ci sarà bel tempo, altrimenti si rimanda fino al primo giorno di sole. Magari in un posto un po' in alto, non tanto per me (sarei morto e non avrei alcun interesse sul luogo) quanto per il gusto di far fare una sgambatina a chi non può mai permetterselo.
Terzo: voglio essere vestito (sempre se il rigor mortis lo permette) con i vestiti che uso per andare in montagna. Nel mio armadio ho ben poche cose e gli abiti eleganti che ho non mi si addicono. Preferisco una mise comoda ed informale. Se poi c'è un aldilà e devo tenermi i vestiti della seppellitura, non sopporterei di dover rimanere in giacca e cravatta per l'eternità.
Quarto: nessuna milonga in memoria. Immaginate che divertimento"adesso balliamo tutti in nome del nostro amico morto". Una festa inimmaginabile, seconda solo alla sconfitta ai calci di rigore contro la Francia dei mondiali. Al limite qualcuno mi dedichi una trombata.
Quinto: nessuna via di arrampicata col mio nome. Salvo che non sia almeno di 8a, chiodata lunga e con diverse ore di avvicinamento. Vorrei rimanere difficile ed innavvicinabile anche da morto.
Sesto: Tutti i miei averi. Visto che sono miliardario, fatevi una bella festa spendendo e spandendo mettendo tutto sul mio conto. Tanto è una balla ed è uno degli scherzi migliori che un morto possa fare. Se dovesse avanzare qualcosa, datelo a chi ne ha bisogno, magari vicino a me.
Ottavo ed ultimo punto: Ho voluto bene a tutti, magari dopo un po' qualcuno l'ho mandato a cagare, ma sempre dopo il bene. Se qualcuno ha voglia, può venire a pisciare sulla mia lapide, ma si faccia carico del fatto che voglio essere seppellito sul monte Vioz a tremila metri.
Per il resto pace e bene a tutti, ora devo andare a farmi un bidet e lavarmi le mani che mi sono toccato le balle per tutto il tempo di scrittura del post.